Antincendio per depositi e magazzini: proteggere le aree di stoccaggio
Depositi industriali, magazzini logistici, aree di stoccaggio merci: questi ambienti rappresentano il cuore operativo di
Il door fan test è una delle prove più discusse nel mondo della protezione antincendio. Chi ha esperienza con impianti a gas conosce bene le implicazioni di questo test: costi, interventi di sigillatura, vincoli progettuali. Ma cosa cambia con i sistemi ad aerosol? La normativa UNI EN 15276 prevede requisiti diversi che offrono maggiore flessibilità nella gestione della tenuta dei locali.
In questa guida analizzeremo nel dettaglio cosa dice la normativa, quali sono le differenze tra gas e aerosol, e perché l’aerosol offre vantaggi concreti anche quando il door fan test è richiesto.
Il door fan test (o test di integrità del locale, room integrity test, blower door test) è una procedura che verifica la capacità di un ambiente di trattenere un agente estinguente per il tempo necessario allo spegnimento dell’incendio.
Il test viene eseguito posizionando un ventilatore calibrato in corrispondenza di un’apertura del locale (tipicamente una porta). Il ventilatore pressurizza e depressurizza alternativamente l’ambiente, mentre strumenti di precisione misurano le variazioni di pressione e i flussi d’aria. Da questi dati si calcola l’ELA (Equivalent Leakage Area), ovvero l’area equivalente di perdita: la dimensione complessiva di tutte le aperture e fessure attraverso cui l’estinguente potrebbe fuoriuscire.
Il risultato del test determina il tempo di permanenza (holding time o soaking time): il periodo durante il quale la concentrazione dell’agente estinguente rimane al di sopra del valore minimo necessario per lo spegnimento. Le normative richiedono generalmente un tempo di permanenza di almeno 10 minuti.
Tutti i sistemi di spegnimento a saturazione totale, siano essi a gas o ad aerosol, funzionano scaricando una quantità predeterminata di agente estinguente calcolata per raggiungere una specifica concentrazione (densità) nell’aria del locale protetto.
Se il locale presenta perdite significative, l’estinguente fuoriesce prima di aver completato la sua azione. L’incendio potrebbe non essere completamente spento, oppure potrebbero verificarsi pericolose riaccensioni una volta che la concentrazione scende sotto il livello critico.
Per questo motivo, la verifica della tenuta del locale è un elemento fondamentale nella progettazione di qualsiasi sistema a saturazione. Ciò che cambia tra gas e aerosol è il modo in cui la normativa consente di gestire le eventuali perdite.
Il quadro normativo italiano ed europeo definisce requisiti diversi per i sistemi a gas e per i sistemi ad aerosol.
La norma UNI EN 15004-1:2019 stabilisce nell’Appendice E che il door fan test è obbligatorio per tutti gli impianti di spegnimento a gas a saturazione totale. Questo include sia i gas inerti (argon, azoto e miscele) sia i gas chimici (FK-5-1-12, HFC-227ea, HFC-125, ecc.).
Per i sistemi a gas, la normativa è rigida: il locale deve garantire una tenuta tale da mantenere la concentrazione di gas per almeno 10 minuti. Se il door fan test evidenzia perdite eccessive, l’unica soluzione è intervenire strutturalmente per sigillare tutte le aperture fino a raggiungere la tenuta richiesta.
Il test deve essere eseguito in diverse circostanze: in fase di progettazione, all’installazione dell’impianto, periodicamente (tipicamente con cadenza annuale), e ogni volta che vengono effettuate modifiche strutturali.
La norma UNI EN 15276 (parti 1 e 2), entrata in vigore nel 2019, disciplina specificamente i sistemi di estinzione ad aerosol condensato. Questa normativa prevede anch’essa la verifica della tenuta del locale, ma con un approccio significativamente diverso.
La UNI EN 15276-2 introduce il concetto di coefficiente di non ermeticità (δ): il rapporto tra l’area di perdita equivalente (ELA) e il volume del locale protetto. Ogni produttore di generatori aerosol deve dichiarare il coefficiente massimo di non ermeticità compatibile con il proprio sistema.
La norma stabilisce che: “Se non è possibile calcolare in modo esplicito il valore di ELA, sarà necessario effettuare il Door Fan Test per determinare l’area di perdita del volume.”
Tuttavia, e qui sta la differenza fondamentale, se il coefficiente di non ermeticità risulta superiore a quello dichiarato dal produttore, l’aerosol offre alternative che i gas non hanno.
La vera differenza tra gas e aerosol non sta nell’obbligo o meno del door fan test, ma nelle opzioni disponibili quando il locale non raggiunge la tenuta ottimale.
La formula di dimensionamento degli impianti ad aerosol secondo la UNI EN 15276-2 include un coefficiente addizionale di non ermeticità (Ke): questo significa che, in presenza di aperture non chiudibili, il progettista può compensare le perdite aumentando la quantità di estinguente. È un approccio flessibile che i sistemi a gas non consentono: con il gas, se il locale non è ermetico, l’unica soluzione è sigillarlo.
Quando il coefficiente di non ermeticità di un locale risulta superiore a quello dichiarato dal produttore, la norma UNI EN 15276 prevede tre possibili soluzioni:
Le opzioni 2 e 3 sono esclusive dell’aerosol e rappresentano un vantaggio concreto in tutti quei casi in cui la sigillatura del locale è difficile, costosa o impossibile.
Inoltre, le microparticelle di aerosol (0,5-4 micron) hanno un comportamento fisico diverso dai gas: rimangono in sospensione più a lungo e sono meno soggette alle perdite attraverso le fessure, grazie anche al loro maggiore peso specifico rispetto all’aria.
Esistono situazioni in cui la scelta di applicare sistemi ad aerosol diventa particolarmente vantaggiosa proprio per la flessibilità nella gestione della tenuta.
Edifici esistenti con scarsa tenuta: locali industriali, capannoni, ambienti con infissi datati dove raggiungere la tenuta richiesta dai gas sarebbe costoso. Con l’aerosol, si può compensare aumentando la densità di progetto.
Edifici storici e vincolati: strutture dove gli interventi di sigillatura sarebbero invasivi o vietati dalle Soprintendenze. L’aerosol permette di proteggere questi ambienti senza alterarne le caratteristiche architettoniche, compensando le perdite in fase progettuale.
Locali con aperture non eliminabili: ambienti con griglie di ventilazione, passaggi tecnici obbligatori, comunicazioni con altri locali che non possono essere sigillati. L’aerosol può estendere la protezione ai volumi adiacenti comunicanti.
Locali con frequenti modifiche: ambienti operativi soggetti a cambiamenti di configurazione. Con l’aerosol, un nuovo attraversamento non richiede necessariamente un nuovo door fan test: può essere sufficiente adeguare la quantità di estinguente.
Controsoffitti e pavimenti flottanti: configurazioni tipiche di CED e sale server dove la tenuta è particolarmente problematica. L’aerosol può essere dimensionato per proteggere anche questi volumi nascosti.
Budget limitato per interventi strutturali: quando i costi di sigillatura rendono economicamente svantaggioso il sistema a gas, l’aerosol offre un’alternativa che compensa le perdite con più estinguente anziché con più opere murarie.
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