Un impianto antincendio protegge davvero solo se è mantenuto in perfetta efficienza. La manutenzione non è soltanto una buona pratica: è un obbligo di legge per il datore di lavoro e il responsabile dell’attività. In questo articolo vediamo come funziona la manutenzione degli impianti antincendio ad aerosol, quali norme la regolano e perché questa tecnologia si distingue per i costi di gestione particolarmente contenuti.
Il quadro normativo: DM 1 settembre 2021 e UNI EN 15276-2
Il riferimento generale per il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio è il DM 1 settembre 2021 (il cosiddetto “Decreto Controlli”). Il decreto stabilisce che la manutenzione e i controlli periodici devono essere eseguiti esclusivamente da tecnici manutentori qualificati, in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti, e che gli esiti devono essere annotati nel registro dei controlli antincendio.
Per i sistemi di estinzione ad aerosol condensato, la norma tecnica di riferimento indicata dal decreto è la UNI EN 15276-2:2019, che disciplina progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi a saturazione totale, in sostituzione della precedente UNI ISO 15779.
Sorveglianza e controlli periodici
Le attività da svolgere nel tempo si articolano su più livelli:
- Sorveglianza continua: affidata al personale presente nell’attività, adeguatamente istruito, tramite liste di controllo che permettono di rilevare anomalie evidenti (danneggiamenti, ostruzioni, segnalazioni in centrale).
- Controllo periodico semestrale: una verifica visiva su linee e generatori, per accertare l’assenza di rotture e corrosione, il corretto montaggio dei dispositivi, la libertà delle vie di scarico dell’aerosol e lo stato dell’impianto di rivelazione e attivazione mediante verifica del corretto funzionamento delle linee di alimentazione degli erogatori con apposita strumentazione
- Verifica delle scadenze: il manutentore controlla che la data di scadenza dei generatori non cada prima della verifica successiva, programmando per tempo le eventuali sostituzioni.
Tutti gli interventi vanno registrati e documentati: il registro dei controlli, da esibire in caso di verifica dei Vigili del Fuoco, è la prova della corretta gestione della sicurezza antincendio nel tempo.
Perché la manutenzione dell’aerosol costa meno
Rispetto ai sistemi tradizionali a gas o ad acqua, gli impianti antincendio ad aerosol presentano una struttura molto più semplice: nessuna bombola pressurizzata da revisionare, nessuna rete di tubazioni, nessun ugello da verificare. Il compound estinguente è solido, stabile e non pressurizzato. Questo si traduce in vantaggi concreti:
- controlli periodici rapidi e prevalentemente visivi;
- nessuna ricarica o prova idraulica periodica;
- prima manutenzione straordinaria prevista dopo 15 anni di vita dei generatori Firecom;
- costi di gestione complessivi sensibilmente inferiori rispetto agli impianti a gas.
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